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All'ombra dei campanili - 17/03/2019

Quaresima: preghiera e cambiamento interiore

Quello della Quaresima è da sempre un periodo propizio per fare il punto di come stiamo vivendo la nostra vita, di chi amiamo e di chi abbiamo scelto come Signore, se Dio o qualche idolo.

Il termine “Quaresima” sta ad indicare i quaranta giorni dedicati alla conversione e alla penitenza. Nella tradizione latina il verbo (metanoen) che spesso è tradotto semplicemente con convertirsi, vuole significare un pentimento, una conversione che non si rinchiude in una dimensione interiore ma che si fa anche esterna e visibile. Non a caso il battesimo di Giovanni Battista prevedeva una sorte di umiliazione pubblica nel dirsi e mostrarsi in pubblico come peccatore…Nel primo giorno di Quaresima esteriormente la nostra penitenza si mostrerà con il capo segnato delle ceneri.

Uniti ai pilastri della preghiera, del digiuno e dell’elemosina, la quaresima pone a tutti noi una domanda.

 

Come possiamo dunque vivere la nostra conversione in questo tempo forte?

Ognuno farà i suoi fioretti e penserà agli impegni spirituali da offrire, io suggerisco anche di prendere in considerazione questo proposito: in questi quaranta giorni di preparazione alla Pasqua facciamoci carico, nelle nostre preghiere e nelle nostre opere, anche di coloro che ancora non comprendono il senso della penitenza cristiana o che, peggio, lo hanno del tutto smarrito. Molti di coloro che leggono sanno a chi mi sto riferendo, a volte, proprio coloro che ci circondano, non riescono a intuire perché facciamo alcune rinunce in questo tempo, sorridono, e anche noi, ci siamo adagiati nel non raccontare la nostra fede, i nostri impegni, le nostre passioni. Proviamo a buttarci nel comunicare agli altri e a noi stessi quanto è bello trasmettere e annunciare la fede.

Iniziamo soprattutto noi che ci definiamo praticanti a riconoscerci parte di quel popolo di peccatori bisognosi della misericordia e del perdono del Padre che fa di noi membra vive del Corpo di Cristo che è la Chiesa, e non ci lascia cadere nella tentazione sempre presente, di crederci giusti e a posto con il Signore.

Non trascuriamo quanto ci indica papa Francesco. «Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali». Questo è uno dei passaggi chiave del messaggio per la Quaresima 2019. Partendo da un versetto della Lettera ai Romani, il Pontefice ribadisce che il tempo che precede la Pasqua deve essere l’occasione per accogliere nel concreto, nella propria vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attirando così «anche sul creato la sua forza trasformatrice».

Come insegnano i Santi non si finisce mai di crescere nella carità. E allora questo periodo di Quaresima ci renda pronti a vivere con profonda gioia e gratitudine la prossima festa pasquale ormai imminente, festa della Resurrezione di Cristo nei nostri cuori.

A Pasqua si celebra anche la vittoria di un determinato modo di vivere: di chi ama il Risorto, crede in lui e sa vivere alla sua luce. Si celebra la vittoria della fede, che sorretta dal Risorto, sa cercare colui che è in apparenza assente, sa vedere colui che non è visibile, sa trovare colui che non ha un luogo identificabile in cui farsi trovare, perché sa che “il suo amore è per sempre” (Sal 117). Buona Quaresima a tutti.

Buon cammino, don Fabrizio