Orari Messe, Confessioni, Segreteria

Sante Messe:

Feriali

Ore 8:15

Prefestive

Ore 18:00

Festive

Ore 7:30, 10:30, 18:00

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Chiese

 


 

All'ombra dei campanili - 13/08/2017

Carissimi,

in settimana ricorre la festa di San Mamette (18 agosto) che per la nostra comunità parrocchiale, unita alla solennità di San Giovanni (29 agosto), da inizio alle feste patronali, esse sono un elemento molto importante per la crescita della vita comunitaria a livello sociale e religioso.

L’abbiamo programmata, concepita, vissuta, e continuiamo a goderne, come espressione gioiosa della libertà dello spirito, del cuore, della mente, di creatività (che è l’essenza della festa), di condivisione e di comunione.

Creando l’incontro la festa infatti permette di entrare in relazione con gli altri, di conoscere e di farsi conoscere. E’ quindi efficace e buona, è pausa dal lavoro e dallo stress della vita moderna.

Divertendosi comunitariamente e spiritualmente, mangiando con gli amici, condividendo il pane della cultura, dell’amicizia, della condivisione, della memoria, dei ricordi, si costruiscono legami nel presente o si ricostruiscono antichi legami o rapporti sospesi dalla lontananza o dalle vicende della vita.

Particolare cura abbiamo dedicato alla festa religiosa, orientandola e qualificandola quale espressione dell’amore di Dio e dei Santi Mamette e Giovanni. “Santificare la festa e santificandosi in essa” è un preciso impegno, diritto e dovere del cristiano. Ecco perché abbiamo fatto e facciamo in modo che essa sia espressione autentica della Parrocchia, cioè di “una comunità credente”, coinvolgendo la Comunità in un impegno effettivo e costantemente rapportato alle reali situazioni sociali e culturali. E quindi…buon inizio di feste patronali.                                                           

Don Fabrizio

 

Riporto uno stralcio dell’omelia del Cardinale di martedì scorso nel funerale del Cardinale Dionigi Tettamanzi.

La morte di questo uomo amabile ed amato, come l’ha definito Papa Francesco nel suo Messaggio, non è una sconfitta della vita. Al contrario, ne è la pienezza. La sua morte è una vittoria. Chiaro il riferimento alla Risurrezione, «pieno compimento del nostro destino», approfondito anche attraverso un brano dell’omelia della Pasqua 2011 del cardinale Tettamanzi.

Moltissimi tra noi – penso anche a me, alla nostra lunga collaborazione ed amicizia – hanno nel cuore fatti e momenti in cui hanno potuto godere dell’intensa umanità del Cardinale Dionigi. Colpiva in lui il permanente sorriso, espressione di una umanità contagiosa, riverbero della tenerezza di Gesù e di Maria Santissima verso tutti coloro che incontrava e, con eccezionale pazienza, salutava ad uno ad uno. Era inoltre profondamente competente nel campo delle scienze morali e bioetiche, come rivelano le numerose pubblicazioni e, in modo speciale, la collaborazione diretta con San Giovanni Paolo II, con Benedetto XVI e con Papa Francesco», dice subito il successore di Tettamanzi sulla Cattedra di Ambrogio e Carlo.

Il Cardinale era guidato da un profondo senso di giustizia che si esprimeva nella promozione e nella difesa dei diritti di tutti e di ciascuno vissuti nel loro legame profondo con i doveri e garantiti da buone leggi. Seppe denunciare senza timidezze, ma sempre in modo costruttivo, i mali delle nostre terre»

Le parole dell’Arcivescovo eletto monsignor Delpini:

Forse il cardinal Dionigi vuol dirci quest’oggi: “Qua voi siete tanti, siete bravi, avete tante qualità, o forse non avete tutte le qualità desiderabili, forse nessuno è perfetto. Però, ecco, una raccomandazione vorrei farvi: cercate di fare in modo che sia facile volervi bene”».

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